Gialli Classici

Nestor Burma e il mostro Blogtour

Nov 14, 2018 C.A. Brera
Trama 99
Suspense 95
Scrittura 100
98
Il nostro voto 98

In occasione del blogtour dedicato a Léo Malet ed al suo romanzo “Nestor Burma e il mostro” ed. Fazi Editore, ecco qui la nostra recensione:

Siamo a Parigi negli anni quaranta, Nestor Burma è un detective dalla fama in declino e dall’umore sprezzante. Per descriverlo si dovrebbero usare termini poco edificanti: cinico, sarcastico, vanesio, vizioso, spesso incurante dell’etica professionale. Eppure Nestor Burma è un mito, un personaggio iconico come il suo creatore Leo Malet, l’anarchico conservatore. Dotato di grande arguzia, ma attratto dal mondo delle scommesse, l’investigatore non naviga in buone acque. Presso la sua agenzia, la Fiat Lux, la segretaria Hélène si affanna sui tasti della macchina da scrivere per dare un’illusione di operosità. In realtà il lavoro langue, a parte i soliti pedinamenti commissionati da mariti gelosi che Nestor Burma spenna per benino, senza tante remore. Ma ecco che si presenta l’occasione di riaccendere la miccia di dinamite-Burma, come al detective piace essere considerato.

In agenzia arriva Jacques Bressol, un quindicenne secco e lentigginoso, capo di una banda di strilloni simili a scugnizzi delle gang Italo-americane. Bressol, che ai gangster si ispira con entusiasmo ma aspira a diventare Presidente della Repubblica Francese (due cose assolutamente compatibili e addirittura connesse, ai suoi occhi), sospetta ci sia un complotto per far fuori la banda. Due dei suoi ragazzi infatti sono morti nel giro di poco.
Burma, all’inizio dubbioso, comincia a pensare ci sia qualcosa di peggio di un regolamento di conti tra gang rivali. Uno dei due ragazzi infatti è stato sicuramente avvelenato. L’ombra di un mostro, che oggi chiameremmo serial killer, si delinea sempre di più.

Qui potremmo dire che siamo di fronte a un thriller, più che a un noir. Il fatto è che Leo Malet non conosceva il nostro concetto di thriller. Lui scriveva noir e lo faceva in maniera tutta sua. Non c’è una riga nel romanzo che non sia intrisa di dissacrante ironia. Malet è politicamente scorretto in tempi in cui questo termine non aveva alcun significanto, é un alchimista della comicità noir: il suo detective Burma è divertente come un gioco di parole, non ridicolo come una barzelletta. Questione di dosaggi.

Nestor Burma e il mostro va letto gustando lo spirito retrò e la deliziosa leggerezza di un autore che scriveva senza uno scopo troppo ambizioso. Leo Malet, in virtù di un talento non imbrigliato e di uno stile non pianificato, è un gigante nella storia del noir europeo.

Per le tappe passate e riprendere il filo del blogtour, se siete in ritardo, vi lascio il link di Contorni di Noir “Presentazione ed estratto del romanzo” e MilanoNera “I 5 motivi per leggere il romanzo”.

Passiamo il testimone per le prossime tappe a:

16 novembre “I personaggi” curata da Una pausa di lettura
19 novembre “Le ambientazioni” a cura di ThrillerNord

Editore: Fazi Editore
Anno: 2018