Gialli Contemporanei

Merenda da Hadelman di Nicola Manuppelli, Anno 2016

Set 06, 2017 Federica Belleri
Trama 100
Suspense 70
Scrittura 100
90
Il nostro voto 90

Milano, come una qualsiasi città americana. Un locale accogliente quello di Hadelman, arredato in maniera vintage, luminoso e caldo. Potete entrare, mettervi comodi, ordinare un caffè e gustare un’ottima fetta di torta. Troverete Olga indaffarata in cucina, Had dietro il bancone e Tanta Lou, meravigliosa labrador, a darvi una leccatina di benvenuto. Il Quartiere dove si trova il caffè non è dei migliori. La facciata è pulita, il retrobottega invece è un miscuglio di disordine e violenza.

Questo è il muro contro il quale Hadelman sarà costretto a sbattere. Sì perché,  nonostante sia un ex poliziotto e abbia da poco riconsegnato il distintivo, verrà catapultato in una vicenda più grande di lui. Complicata e pericolosa. Fate attenzione, non sarà facile stargli accanto. Perché Hadelman è un tipo piuttosto particolare. Somiglia a un cane sciolto, senza regole o limiti, e con una tremenda paura di legarsi a qualcuno. In realtà ci aveva provato, per ben tre volte, ma gli era andata male.

Qualche ingrediente di questo prezioso noir? Un boss invisibile, i suoi scagnozzi, una ragazza bellissima da proteggere, combattimenti clandestini, minacce, ritorsioni, corruzione. Violenza, sangue, paura, adrenalina … per citarne solo alcuni.

Merenda da Hadelman non è solo questo. È un decalogo della felicità da annotare su un quaderno, per poter sorridere sempre e rimettersi in gioco, uscendo dall’ombra. È la poesia legata all’amore, alla curiosità,  alla passione per la lettura, il cinema, la musica. È un gioco dove tutti i pezzi devono trovare il loro posto specifico, a formare un nucleo indistruttibile. I personaggi creati dall’autore hanno nomi singolari, facili da ricordare e capaci di strappare più di un sorriso. Alcuni sono spietati, altri sembrano la caricatura di se stessi. I capitoli sono sceneggiature in grado di portare lontano. Le frasi sono un mix di dolcezza e di parole pronunciate puntando una lama di coltello sotto il mento. La scrittura di Manuppelli mi ha ricordato Lansdale. Le immagini descritte mi hanno fatto pensare a C’era una volta in America,  la Pantera Rosa, Weekend con il morto, non necessariamente in quest’ordine … Le parole sono emozioni in grado di confondere gli equilibri e di essere  spazzate via in un secondo, da una scena cruda e potente.

Assolutamente da non perdere, perché è un’ottima lettura.
Buon viaggio, Hadelman vi aspetta.

Anno: 2016
Edizione: Compagnia Editoriale Aliberti