Bolognese, classe 1959, filosofo, ha lavorato nei servizi sociali e psichiatrici. Da tredici anni fa parte della polizia locale bolognese. Il suo ultimo libro BOLOGNA NON C’E PIU’ (ed. FRATELLI FRILLI) è appena uscito. Il suo terzo libro BELVA DI CITTA’ (ed. ECLISSI) ha vinto il primo premio alla kermesse letteraria LOMELLINA IN GIALLO nel 2011. Al Questionario di Louise intervistiamo: MASSIMO FAGNONI.

L’autore che vorrebbe o avrebbe voluto conoscere?

Ernest Hemingway.

Il primo libro giallo/noir che ha letto?

Casino Royale.

Il libro giallo/noir che avrebbe voluto scrivere?

Il lungo addio.

Nei romanzi meglio un detective donna o uomo?

Uomo.

Da dove trae ispirazione per i suoi libri?

Dalla realtà, da Bologna, dalla cronaca, dal cinema, da ciò che ho letto, dalla mia vita.

Macchina da scrivere o computer?

Esistono ancora le macchine da scrivere? mi piace moltissimo ho un’Olivetti grigia che lanciata dall’alto potrebbe anche uccidere e che piace molto a mia figlia, ma non avrei scritto 18 romanzi se avessi solo una macchina da scrivere.

Dalla torre butterebbe Miss Marple o Sherlock Holmes?

Miss Marple senza pensarci un secondo

Ebook o cartaceo?

Bella domanda. il cartaceo non credo scomparirà mai, nucleare permettendo, è romantico, ha un odore e uno spessore, l’ebook è comodo, più economico, portatile, secondo me un lettore vero deve usare entrambi gli strumenti, come la spada laser e la forza e chi non ama Guerre stellari può chiamarle emozioni.

Tre libri che ritiene fondamentali per lei?
Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta.
Per chi suona la campana.

American Psyco.

Se il suo ultimo libro fosse un piatto quale sarebbe?

Paella valenciana ma in spiaggia a Formentera, tramonto,  vino bianco freddo e la tua donna accanto.

Dalle risposte la curiosità per il suo ultimo libro aumenta. Per il momento ringraziamo MASSIMO FAGNONI.