Gialli Contemporanei

L’uomo dei cerchi azzurri di Fred Vargas, Anno 1996

Ott 06, 2014 Manuel Figliolini
Trama 80
Suspence 70
Scrittura 90
80
Il nostro voto 80

“Mathilde tirò fuori l’agenda e scrisse: il tizio seduto alla mia sinistra mi prende per i fondelli. Bevve un sorso di birra e lanciò un’altra occhiata al vicino, un tizio immenso che da dieci minuti tamburellava con le dita su tavolo. Aggiunse sull’agenda: si è seduto troppo vicino, come se ci conoscessimo, invece io non l’ho mai visto. Sono sicura che non l’ho mai visto. Non c’è molto altro da dire su questo tizio che porta un paio di occhiali neri. Sono seduta all’aperto al Café Saint-Jacques e ho ordinato una birra alla spina. La bevo. Mi concentro sulla birra. Non trovo niente di meglio da fare.”

Questo non è semplicemente l’incipit di un libro, ma è anche l’inizio di una collana di avventure che vedono come protagonista il commissario Adamsberg. “L’uomo dei cerchi azzurri” è il capostipite di questa collana, è il numero 1 dove l’autore, con infinito dettaglio, ci presenta i suoi personaggi, i loro caratteri e le loro caratteristiche.

Fred Vargas, pseudonimo di Frédérique Audoin-Rouzeau, ci presenta i protagonisti intrecciandoli alla trama ma senza dare un via immediato al plot poliziesco. E’ alla fine di questa presentazione che invece ingrana la 4a marcia del poliziesco e ci trascina in una trama sorprendente e stupefacente. Dall’inizio incerto, si giustifica la lungaggine delle presentazioni nella lungimiranza dell’artista, conscia di volerne fare una collana con protagonista il suo commissario Adamsberg.

I tratti dei personaggi sono forti e decisi, a tal punto da rimanere impressi nella mente del lettore e rimanere impressi nell’attesa del prossimo libro. Tutto si svolge in un’apatica Parigi, le emozioni ci sono trasmesse dai personaggi, che del loro passato ne fanno il futuro di una vita, un rapporto tra loro ed il lettore. Per chi non conoscesse Vargas e il suo commissario Adamsberg consiglio vivamente questo libro d’inizio ed una lettura cronologica e consequenziale.

Prossimamente parleremo ancora di Vargas e delle sue opere, che consiglio vivamente.

Traduzione: Yasmina Melaouah
Edizione: Einaudi
Anno: 2012