Noir

L’intrattenimento di Marco Leto, Anno 2001

Giu 28, 2014 Manuel Figliolini
Trama 80
Suspence 60
Scrittura 70
70
Il nostro voto 70

Prima di passare al libro, vorrei aprire una piccola parentesi a riguardo della casa editrice: Fratelli Frilli editori. Sono una piccola realtà genovese specializzata in gialli e noir ambientati sul territorio, in piccole o grandi città. I loro libri trasudano le strade, le vie, le persiane, i negozi e la gente che popolano le nostre città.

“L’intrattenimento” di Leto è un romanzo noir ben scritto e che condensa il suo essere in una frase, che anche gli stessi editori hanno utilizzato come 2° di copertina: “Meglio essere un finto qualcuno che un reale nessuno”.

Eh sì! Intorno a questa frase ruota tutto il libro. La storia di 2 giovani universitarie che vengono ingaggiate per intrattenere gli ospiti di una festa durante un week-end, ma la festa è destinata ad essere della stessa natura di un dossier che tutti cercano ma nessuno vede e sa cosa contenga.C’è tutta la società dell’inizio secolo, intendo del 2000: la decadenza, l’arricchimento piccolo borghese, la voglia di fare soldi a tutti i costi, la mancanza di rispetto nel prossimo, ecc.Praticamente una foto molto macabra di un periodo evolutivo molto poco producente, dove 2 ragazze universitarie arrivano ad avvinghiarsi ad un mondo molto lontano dalla loro formazione. Una formazione intellettuale che non serve a molto, oserei dire oscurata dalla loro fisicità, visibile negli occhi di chi guarda.

In questo week-end succede l’inimmaginabile, direi le peggio cose, ma la linea di fondo, quel sottile legame che porta tutti in questa villa, rimane sempre vivo a dispetto degli accadimenti. C’è aridità di sentimenti in questo romanzo ma è la stessa aridità di una società legata all’apparenza e Leto la dipinge con il tratto pesante e freddo necessario per scandalizzare il lettore. I dialoghi, freddi anch’essi, sono la decorazione di personaggi al limite della decenza, disposti a tutto.

Marco Leto dipinge questa società con i giusti toni e senza apportare un giudizio di sorta, non vi è nessun personaggio che si discosta dall’andamento degli altri. Fino ad arrivare ad un epilogo degno di un noir … che ti lasci riflettere sul decadimento moderno.

Edizioni: Fratelli Frilli
Anno: 2001