Gialli Contemporanei

L’esecutore di Lars Kepler, Anno 2010

Set 21, 2015 Manuel Figliolini
Trama 73
Suspense 82
Scrittura 79
78
Il nostro voto 78

La notte è chiara e c’è bonaccia quando la grossa imbarcazione da diporto viene trovata alla deriva nella Jungfrufjarden, la baia della vergine, nell’arcipelago meridionale di Stoccolma. L’acqua è di uno spento color grigioblu e si muove lieve come nebbia. Il vecchio che sta remando al largo sulla sua piccola barca grida qualcosa un paio di volte, intuendo però che non riceverà risposta. Da terra ha osservato l’imbarcazione a motore per quasi un’ora: con la prua rivolta verso riva la barca ha seguito al largo la corrente lenta.

Una donna senza vita in una barca, una barca alla derica, un uomo impiccato in una stanza vuota, nessun indizio e nessun collegamento per il commissario Joona Linna. Dal dubbio se omicidio o suicidio Joona e Saga Bauer si buttano a capofitto in un’indagine molto complessa.

Lars Kepler è lo pseudonimo della coppia Alexander Ahndoril e sua moglie Alexandra, autori a quattro mani di questo libro e de “L’ipnotista”. L’essere in due a costruire un romanzo non lo si nota nella scrittura ma lo si sente nella struttura. I personaggi sono equilibrati come in una sorta di parcondicio tra uomo e donna, l’ambiente circostante è lo stereotipo del maschilista ambiente militare, ma le figure femminili che si contrappongono sono forti, decise e capaci.

Tutto corre su un filo sottile che s’inspessisce con le pagine e dona al romanzo un tocco femminile che allerta la ferocia di alcune immagini. Gli autori, inoltre, conducono il lettore all’interno dei desideri umani. E se è vero che i sogni son desideri, molti sogni sono così egoistici da diventare il movente di un omicidio. Il sogno viene contrapposto all’incubo, non come casualità od occasione, ma come contrappasso di una vita all’inseguimento dei sogni. E’ possibile che, quando un tuo sogno ostacoli quell’altrui, questo si trasformi in un incubo?

Un libro importante (per numero di pagine) dai molteplici finali. Una trama che sembra dare respiro ad un epilogo che invece s’infittisce, svolta e cambia registro, scavando all’interno di un semplice delitto su una barca. Un’escalation criminale ben costruita, come un viaggio, che a differenza di molti autori americani, riesce a toccare tematiche politiche senza annoiare il lettore.

Il paesaggio che fa da sfondo al libro, la bellissima Stoccolma, è dosato magistralmente, esiste, lo si sente ma non violenta la trama.

Traduzione: Alessandro Bassini, Monica Corbetta, Barbara Fagnoni
Edizione: TEA
Anno: 2012