Pillole di Elena

L’elogio del libro tascabile Le Pillole di Elena

Mar 17, 2016 Elena

Un ricordo d’infanzia: mia madre in poltrona, la sua sigaretta ed un tascabile tra le mani.Copertina gialla: gialli e noir; copertina nera: spionaggio; copertina bianca: fantascienza.

Per me una riserva inestinguibile di pagine su cui mettere le mani giacché a casa mia non è mai esistita censura alcuna sulle letture di chicchessia, minorenni e bambini compresi.

È tra questi libri umili, economici e poco eleganti ( con i personaggi elencati all’inizio ed il raccontino breve alla fine) che ho incontrato per la prima volta autori e personaggi che avrei amato tutta la vita. Ruth Rendell, Mc Bain e i ragazzi dell’ottantasettesimo distretto, Giorgio Scerbanenco, James Lee Burke, tanto per citare i primi che mi vengono in mente. Tutta gente pazzesca che ha venduto milioni di copie nel mondo, di cui negli anni ho poi letto di tutto e non solo in edizioni economiche. Tutto li’ a portata di mano per pochi spiccioli. Ne ho conservati alcuni di autori che non ho più ritrovato, sconosciuti ma bellissimi: me ne viene in mente uno, una specie di Fiesta Hemingwaiana, con un finale inaspettato e straziante, fantastico.

Negli anni sono cambiate le edizioni e la grafica ma non la sostanza: grandi libri e grandi scrittori nascosti dietro copertine poco accattivanti.

Morale della storia: occhi aperti  e animo vigile davanti alle edicole delle stazioni prima di un viaggio che magari ….!