Interviste

Le 10 canzoni di: FABRIZIO BORGIO THE SOUNDBOOKTRACK

Lug 26, 2016 Manuel Figliolini

Dopo aver lasciato la divisa militare comincia a bazzicare gli ambienti artistici astigiani e frequenta stages con personalità del calibro di Mario Monicelli, Giorgio Arlorio e Suso Cecchi D’amico. Esordisce nel genere letterario vincendo il premio della giuria con un suo racconto. Nel 2006 pubblica il suo primo romanzo Arcane le colline e l’anno seguente La voce di pietra. Nel 2011 arriva terzo al Festival Lomellina in Giallo con Masche, pubblicato dai Fratelli Frilli. Sempre con la casa editrice genovese pubblica i due seguenti romanzi, La morte mormora e Vino rosso sangue (il primo noir che vede protagonista l’investigatore privato Giorgio Martinengo. La sua ultima fatica Il settimino è pubblicata da Acheron Books . Vive a Costigliole d’Asti con la sua moglie, i suoi libri ed il suo volontariato per la Croce Rossa … e queste sono le 10 canzoni che fanno parte della sua vita:

Fabrizio borgioWho are you, The Who; brano venuto forse più celebre negli ultimi anni perchè usato come colonna sonora di CSI è un’espressione di quel rock inglese moderno e autonomo che mi ha sempre fatto amare gli artisti d’oltremanica. C’era l’introduzione dell’elettronica con un uso avanzatissimo dei synth senza rinunciare alla graffiante ruvidezza delle loro leggendarie chitarre. Avevo dieci anni quando era uscito l’omonimo album e forse il primo colpo di fulmine per il rock è stato grazie a loro.

Creuza de Mà, Fabrizio de Andrè; una mia grande fortuna è stata quella di nascere in una famiglia aperta e sensibile all’arte. Fabrizio de Andrè era il cantautore preferito di mia madre e il fatto che mi chiami Fabrizio ne è una diretta e piacevole conseguenza. Sarà per questo motivo oltre che per la bellezza commuovente delle sue canzoni che ho sempre sentito un legame con l’artista genovese. La sua ricerca sul linguaggio dialettale ha sicuramente influenzato anche il mio tentativo di fondere italiano e piemontese nei miei libri.

Impressioni di settembre, PFM; in conseguenza di de Andrè come non citare la Premiata Forneria Marconi? Punta di diamante di quella stagione unica e irripetibile che è stato il Prog italiano. Il Prog era la passione di mio padre che da nipote di un cantante lirico dilettante, aveva forse colto gli echi sinfonici che quel genere tentava di traslare nella musica contemporanea. Impressioni di settembre la giudico semplicemente la più bella canzone italiana di sempre.

Wish you where here, Pink Floyd; è la prima canzone dei Pink Floyd che ho sentito. Mio padre aveva regalato l’LP a mia madre e per tante sere era diventata la colonna sonora dei momenti di relax in famiglia. L’atmosfera che evoca è incredibile. Sospesa, sognante, lisergica. Il rock era un veicolo per la fantasia e i Pink me l’avevano confermato.

The robots, Kraftwerks; Mia madre possedeva un bar ad Asti e avevo sentito questa canzone la prima volta dal juke-box. Era stata una folgorazione. Suoni elettronici mai uditi prima, le voci filtrate, testi fantascientifici. Come non innamorarsene?

Experiment IV, Kate Bush; potrei citare tutta la discografia della divina Kate perchè ne sono un fan appassionato. Experiment IV appartiene all’epoca d’oro dei videoclip e quelli di Kate Bush erano straordinari, mini film realizzati con cura, mai banali, mai scontati. Guardate quello di Experiment IV, fantastico e inquietante. Il sodalizio fra musica e fantastique è longevo e felice. Non poche atmosfere di questo pezzo hanno ispirato Il Settimino, mio ultimo libro, uscito a giugno 2016 per Acheron Books

Hell Bells, AC/DC; per un giovane rockettaro, gli AC/DC sono tra gli imprescindibili, al pari di Iron Maiden e Metallica. Hell Bells è leggenda. Un brano cupo ma aggressivo, un sontuoso epitaffio in musica dove le campane dell’ intro rimangono un’espressione di potenza espressiva rara

Oceans, Pearl Jam, arriviamo ai ’90’s, la decade dei miei vent’anni. Ho amato i Pearl Jam fin dal primo singolo, Geremy e il Grunge si è dimostrato come l’ultima vera corrente artistica del rock. La mia citazione interessa questa Ocean, singolo tratto da Ten, pezzo stupendo, suggestivo, meno arrabbiato e più sognante. Musica che porta sempre altrove

It’s love, Get well soon; il mio interesse per la musica tedesca si risveglia in tempi recenti grazie a questa band musicalmente molto preparata, immersa in atmosfere squisitamente vintage senza rinunciare a una freschezza sonora rara da trovarsi in giro. In fondo, mi sono sempre sentito un uomo un po’ fuori dal suo tempo.

Moon, Beth Orton; è la scoperta più recente e pertanto la cito per ultima. Una cantautrice inglese che da una commistione sempre interessante di folk ed elettronica ha via via evoluto il suo stile rendendolo più intimista e introspettivo. Molto sulle mie corde emotive, Moon è uno splendido esempio del suo mondo, notturno e carico d’atmosfera.

Grazie a Fabrizio … e buona lettura del suo ultimo romanzo Il Settimino.