Gialli Classici

La scala a chiocciola di Mary R. Rinehart, Anno 1908

Lug 03, 2014 Manuel Figliolini
Trama 90
Suspence 90
Suspence 90
90
Il nostro voto 90

“Questa è la storia di come una zitella di mezza età perse la testa, abbandonò in città i suoi lari domestici e prese in affitto per l’estate una casa in campagna, solo per ritrovarsi coinvolta in uno di quei delitti misteriosi che costituiscono la gioia e la ricchezza dei giornali e delle agenzie investigative”.

E’ l’incipit del libro “La scala a chiocciola” che vide la luce nel 1908 diventando e rimanendo, tutt’ora, un best-seller. La storia è ambientata nella campagna del New England, in una villa presa in affitto da una signora per passare le vacanze estive con i suoi due nipoti, Gertrude e Halsey, e alla domestica Liddy. Ma quasi subito gli abitanti della villa si accorgono che qualcosa non va. Rumori e presunti fantasmi, popolano la casa fino a quando la ricca signora, una notte agitata, scopre un cadavere in fondo alla scala a chiocciola. Ma non sarò l’unico omicidio di quella vacanza … e dopo tante peripezie si perverrà alla soluzione del caso?

Il critico inglese H.R.F. Keating disse: “Nessun altro ha dato un così grande contributo all’evoluzione del mystery, passando dal modello stereotipato dell’investigatore al romanzo vivo, ricco di persone e di luoghi che riflettono i modi e i costumi del tempo”, ed è tutto assolutamente vero.

Senza dare meriti di genere, che io non posso dare, da buon giallista vi lascio arrivare da soli alla giusta deduzione, fornendovi degli indizi:

  • la scrittrice si stacca dal precedente genere, quello di Conan Doyle, dove c’è un investigatore
  • pubblica il romanzo nel 1908
  • la più famosa giallista Agatha Christie utilizza anche lei un personaggio non-investigatore, Miss Marple
  • il primo romanzo di Agatha Christie è del 1920.

Quindi?

Tornando invece al libro, e all’incipit che ho trascritto, si sente la vena di humour che come filo sottile collega tutto il libro. I dialoghi sono sapientemente scritti e mettono il lettore in una avvolgente condizione che ti trascina fino alla fine. E in tutto questo giallo, una serie di omicidi vari, la Rinehart aggiunge del colore rosa con una storia d’amore che stempera, insieme allo humour i toni gialli, ma che non distrae dalla fitta trama. Applica la giusta dose di storia d’amore che non guasta mai; un amore dove la giovane donna indifesa e innamorata si caccia nei guai e l’amato eroe la salva.

Può sembrare un “già letto”, ed è vero, anche perché sono passati 100 anni e più, molti altri hanno scritto, dopo di lei, molti ne abbiamo letti ed è facile non vederci nessuna novità. Ma ci sono delle cose da notare, innanzitutto come sia classico e fresco questo libro che dopo un secolo ci incolla ancora alle sue pagine. E che lei è stata precursore di un genere che è stato adottato da molti … e non dimentichiamo che stiamo parlando del 1908, quando il giallo non era ancora il genere affermato che è attualmente.

Un ultima curiosità sull’autrice: è lei la prima a scrivere un giallo dove il colpevole è il maggiordomo. Ma non vi dirò in quale libro lo ha fatto.

Traduzione: Stignani Francesca
Edizioni : Polillo Editore
Anno: 2008