Noir

La notte del coccodrillo di Simone Buchholz, Anno 2017

Set 28, 2017 Manuel Figliolini
Trama 79
Suspense 67
Scrittura 88
78
Il nostro voto 78

Esce oggi in tutte le librerie il nuovo romanzo di Simone Buchholz, noi lo abbiamo letto in anteprima ed ecco cosa ne pensiamo.

Il motore emette un ultimo colpo di tosse, si raschia la gola come un vecchio sotto un cielo scuro, e s’ingolfa. Scendo, mi siedo sul cofano color ruggine, il viso esposto all’aria fredda, pesante. Sigaretta. Prima cosa: asciugare un po’ di nebbia, fumando. Un fine settimana in campagna, che scemenza. Proprio io. E’ stata un’idea bacata fin dall’inizio. Comprati una macchina, almeno cambi aria. Fai qualcos’altro. Trovata geniale, davvero. La macchina è un bidone, al volante sono peggio di una mucca sui pattini, e mai nessuno che mi accompagni quando ho voglia di andare da qualche parte.

Torna la pm Chastity Riley di Sankt Pauli, il quartiere a luci rosse di Amburgo. Torna ma non più con il suo incarico, adesso è assegnata alla protezione delle vittime di violenza. Intorno a lei Faller, in piena crisi di mezza età, Calabretta ha il cuore spezzato e la testa altrove. Le giornate di Riley si dividono tra notti passate al bancone del “Blaue Nacht” e giorni a cercar di far parlare un uomo taciturno ricoverato per aggressione. Il suo primo incarico, nella nuova veste, sembra molto complesso e impossibile ma la perseveranza di Chas Riley viene premiata e dalla bocca dell’aggredito uscirà una parola “Krokodil”, una nuova droga che sta invadendo Lipsia. Riley torna a caccia di un nuovo pesce grosso.

La copertina di Emons è azzeccatissima, un coccodrillo immerso in una birra. E rappresenta i diversi lati del romanzo di Buchholz, da un lato la birra, bevanda fondamentale che caratterizza tutte le notti e non solo di Riley e il coccodrillo (krocodil) la droga che dilaga e che sta combattendo la pm.

Un noir intenso sul traffico di sostanze nuove, meno care ma più devastanti, un romanzo corale dove le voci dei personaggi si alternano tra la vita professionale e privata di Chas Riley. Una storia ben strutturata dove, con il passare delle pagine, la storia privata lascia lo spazio all’indagine con un abile crescendo. L’idea di alternare i capitoli della storia con capitoli che danno voce ai singoli protagonisti, permettono al lettore, dopo un piccolo straniamento iniziale, d’immergersi totalmente nella storia.

La suspense è discreta e l’autrice non la usa come calamità per avvincere il lettore. Le sue storie sono più forti della suspense, creando un filo ancora più solido tra lettore e personaggi. La scrittura è asciutta ed efficace. Simone Buchholz scrive attraverso la protagonista e riesce a cambiare registro cambiando situazione. La scrittura in prima persona segue la psicologia di Chas Riley, dopo un debutto ironico ha caratterizzare la quotidianità della pm di Sankt Pauli, la scrittura di fa seria, meno predisposta a scivolate ironiche non appena il romanzo prende la via dell’indagine, come se un cambiamento di situazione richieda maggiore serietà. Non vi è distacco tra scrittore e personaggio.

La scrittura di Simone Buchholz ti fa innamorare dei suoi personaggi e la storia lascia il posto alla vita, e noi de La Bottega del Giallo ci siamo innamorati di Riley, Sberla, Carla, Rocco e Calabretta … forse anche troppo.

Musica consigliata: un adagio che riesca a creare una piacevole discordia tra note e parole

Traduzione: Lucaferri Fabio
Editore: Emons
Anno: 2017