Thriller

La lupa di Piernicola Silvis, Anno 2018

Nov 06, 2018 Manuel Figliolini
Trama 100
Suspense 100
Scrittura 100
100
Il nostro voto 100

SILVIS, LA LUPA CHE AMA LE FORMICHE

Quando penso a “La Lupa” di Piernicola Silvis mi viene solamente in mente una parola: efficace. Lo so che gli aggettivi che costellano i blog e le recensioni sono altri, un libro lo si può definire “bello, interessante, forte o sconvolgente” e molte volte si costeggia veramente l’idea dell’autore ed il senso della sua scrittura. Può sembrare didattico e scarno come termine, ma nell’accezione che uso io in questa recensione è un po’ come dire, “un libro che ti arriva”.

Silvis, con “La Lupa”, si siede lì, su di uno sgabello letterario affiancato da Saviano e da Dazieri. Perché è quello il suo posto, noir alla Saviano e thriller alla Dazieri, molti sono i punti in comune tra i 3 scrittori. Innanzitutto Silvis come Saviano (non perché parla di mafia) ha una lucida conoscenza della situazione foggiana e delle procedure d’indagine a tal punto che riesce spiegarle con la semplicità e la facilità che rendono accessibile a tutti gli argomenti trattati, ma soprattutto non è mai pedante, a differenza di alcuni scrittori che conoscono le procedure ed elencano una serie di nomi, uffici e metodologie molte volte complicate senza la necessaria chiarezza per poter arrivare al grande pubblico. Silvis come Dazieri per come tratta i suoi personaggi, utilizzando la loro forma per far trasparire il loro ruolo.

I personaggi di Silvis si dividono in umani e animali. Dei suoi personaggi umani (tra cui Lorenzo Bruni) ci racconta tutto di loro, i loro pensieri, i loro voli psicologici e le loro debolezze. Li umanizza. Poi ci sono i suoi personaggi animali (ad esempio Diego Pastore) che vengono raccontati nei loro istinti animaleschi, nel loro brutale modo di reagire e di sopravvivere ad una vita che non gli ha mai regalato niente anzi, gli ha tolto.

Nella trama di Silvis si capisce la sua profonda conoscenza del significato della parola thriller. Un vero romanzo di genere non ci può far “thrillare” solo perchè non riusciamo ad immaginare cosa succede nei capitoli successivi. Un lettore di genere deve “thrillare” davanti all’azione umana, o meglio, disumana, deve vedere con i propri occhi dove le brutture possono oscurare la bellezza e dove la sete di potere e di vendetta sono riscatti personali.

Dopo “Formicae”, il nuovo capitolo di Bruni si chiama “La Lupa”, ma chi è questo animale che subito ci rimanda alla novella di Giovanni Verga? Beh è la stessa se vogliamo, una donna istintiva, primitiva e pronta a tutto. “La Lupa” di Silvis è Sonia De Gennaro, moglie del boss Tonino Granatiero, istintiva come all’inizio del romanzo dove assiste all’uccisione di un involontario testimone, primitiva come ha richiesto la sua vita per sopravvivere e pronta a tutto pur di non morire senza aver rimediato ai suoi errori, anche a costo di sbranare per proteggere la sua famiglia, nel senso comune del termine.

Sonia è una figura di secondo piano nel romanzo di Piernicola Silvis, ma nonostante ciò riesce a balzare in copertina dimostrando le doti manipolatorie di una femmina moglie di un capo branco. Si muove nella natura garganica mentre Bruni cerca di scegliere tra il benessere della propria famiglia e la salvezza sociale di una regione sotto scacco alla mafia. La scelta non è filantropica e fine a se stessa, è una scelta giusta, solo con la giustizia può dare al figlio un mondo più sicuro.

Immobile davanti alla finestra, Sonia Di Gennaro stringe gli occhi e segue il profilo inquieto degli alberi che attorniano Monte del Falco. Lungo la strada sterrata che porta alla masseria non ci sono lampioni, e il buio della notte è rotto solo dal chiarore della luna. La tenuta è in una valle boscosa al centro del Gargano, a vari chilometri dal paese più vicino, e anche se conosci la direzione è difficile arrivarci. Proprio quello che serve al clan.

La penna di Silvis è gestita da un questore di Foggia che si lascia pervadere di umanità, l’invasione in più episodi prende il sopravvento e la carica emotiva del romanzo si scarica in battaglie umane molto forti che stringono il fiato al lettore. La profondità della scrittura di Piernicola Silvis ti sbrana, ti emoziona e ti tormenta, è efficace per riallacciarmi all’incipit di questa recensione. Silvis ti racconta fatti, è imparziale ma subdolamente sa dove vuole portarti e che immagine vuole darti della Società Foggiana con a capo i Granatiero.

Un thriller-noir che al di là della narrazione ti sconvolge, anche se molte cose si possono sapere già, lui le fa diventare realtà.

Musica consigliata: Esercito silente di Carmen Consoli

Editore: SEM
Anno: 2018