Thriller

La forma del buio di Mirko Zilahy, Anno 2017

Giu 05, 2017 Federica Belleri
Trama 90
Suspense 90
Scrittura 90
90
Il nostro voto 90

La paura ci nasconde,  nel buio, nel sottosuolo. Ci disarma e mette a nudo le nostre fragilità. È pericolosa e ci rende vulnerabili. Ci scaraventa addosso il nostro passato, senza sosta. Ci obbliga ogni istante a convivere con fantasmi e mostri, esistiti o meno. Ma la paura è anche attorno a noi, ci osserva, ci scruta dentro e ci paralizza. Dove può spingersi la bestialità di un individuo quando è vittima del terrore? Cosa vedono  o cosa immaginano di vedere i suoi occhi?  Queste sono solo alcune delle riflessioni che emergono dopo la lettura del secondo romanzo di Mirko Zilahy.  Riflessioni disturbanti, passate al setaccio del commissario Enrico Mancini, che ritorna a Montesacro, Roma, per occuparsi di un caso agghiacciante e mortalmente pericoloso. La capitale è travolta da una serie di omicidi terribili, attuati da una mente organizzata, dalla ferocia incontenibile. L’assassino sconvolge Roma, utilizzando luoghi d’arte particolari per mettere in scena i suoi crimini. Penso ad esempio a Villa Borghese, alle Terme di Diocleziano,  a Villa Torlonia,  passando per il Convento di San Giorgio e il Monastero di Santa Lucia. L’indagine condotta da Mancini è legata all’Eneide e all’Odissea, e alle figure mitologiche. Arte e cultura si mescolano alla morte. In che modo?

Mirko Zilahy ripropone con successo i personaggi del precedente romanzo, È così che si uccide, intrappolati nelle loro fobie, in attesa di un cambiamento o di una trasformazione. È così anche per il killer?
Dal canto suo il commissario Mancini ha la responsabilità di troppi morti, della stampa e del questore. Tutto da gestire, incanalare, controllare. Non è affatto semplice,  essendo di fatto di fronte ad un assassino spietato. Mancini, nonostante la sofferenza che si porta dentro, si fa forza per dimostrare ancora una volta di essere un profiler di tutto rispetto. Perciò osserva i macabri ritrovamenti con particolare attenzione, cerca indizi non ancora repertati, annusa, si immerge nella palude creata dall’omicida, chiude gli occhi e se lo ritrova davanti, in una sorta di paradossale empatia. Cosa sta cercando l’assassino, battezzato come lo Scultore? Vuole un palcoscenico o sta seguendo un rituale allucinatorio? Qual è la sua realtà?  Quali sono i suoi limiti?

La forma del buio. Dove collocare i ricordi spaventosi. Per non vivere con i sensi di colpa. Perché la paura ha una forma precisa, cesellata a dovere, unica. Lo Scultore lo sa.Thriller dalla scrittura pulita e curata nel minimo dettaglio. Ritmo sostenuto e ben equilibrato dai flashback. Ottima la trama, senza respiro. Assolutamente consigliato. Buona lettura.

Anno: 2017
Edizione: Longanesi