Gialli Contemporanei

La donna della luna di Matteo Severgnini, Anno 2018

Gen 29, 2019 Gabriella Grieco
Trama 90
Suspense 70
Scrittura 92
84
Il nostro voto 84

DETECTIVE E FIDANZATA, UNA COPPIA MOLTO PARTICOLARE

Un giallo che si fa leggere senza stress, senza quell’ansia di arrivare fino in fondo che a volte ti prende e ti fa girare le pagine – fisiche o digitali è lo stesso – sempre più rapidamente, tanto che a volte mi capita di dover rileggere daccapo per assaporarlo al meglio. Non un thriller, quindi (genere che preferisco sopra tutti) ma un semplice giallo. Semplice, ho detto? Beh no, non proprio.

Ci sono una trama accattivante, un’ambientazione che solletica la mia parte scontrosa e poco socievole e riferimenti storici che mi hanno portata ad apprendere di storie e di persone che ignoravo. Ma, più di ogni cosa, mi sono piaciuti i personaggi, particolari e fuori dal comune, davvero originali! In tutta la mia carriera di lettrice non mi sono mai imbattuta in un detective con la sindrome di Tourette e che riesce – oltretutto – a volgerla a suo favore. Tobia avrebbe potuto indurre nel lettore un sentimento di pietà, ma sarebbe stato troppo facile, e infatti si rivela – al di là della malattia – un simpatico furbacchione. Direi che questa è stata una mossa vincente da parte del Severgnini, una complice strizzatina d’occhio al lettore per suggerirgli di non prenderlo troppo sul serio.

Anche il vecchio Anselmo si rivela un personaggio molto carismatico, con la sua collezione di parole desuete. Confesso che molte di queste parole non le avevo mai sentite, e questo mi ha colpita positivamente perché il romanzo è andato oltre il suo scopo principale che è di far divertire, riuscendo anche a insegnare, e non è un particolare da disprezzare. Neppure in un libro giallo.
Anche la fidanzata del Tobia ha una peculiarità che la contraddistingue da tante altre. L’autore infatti le affibbia un ruolo non proprio facile, ma lo fa con tale leggerezza e spontaneità che quasi dimentichiamo di avere di fronte una prostituta. Molto elegante, molto professionale, oh yes!

Ho oltremodo apprezzato anche i brevissimi flashback che riportano alla infelice infanzia del detective. Sono ben calibrati, dosati con tale precisione da lasciarti con la voglia di leggerne ancora. Impresa non facile, in un libro giallo che deve per forza puntare l’attenzione sul delitto. Ma, in fondo, delitto è stato pure lo spreco di quegli anni in cui si dovrebbero piantare i semi per una vita adulta serena e consapevole e che invece hanno pesato in maniere assai greve sul bambino.

Sul versante tecnico non c’è davvero nulla da eccepire. I dialoghi sono senza sbavature, i personaggi ben delineati, l’ambientazione gradevole, la storia poliedrica e avvincente con qualche momento di tensione e alcuni colpi di scena sempre ben argomentati. Insomma, un romanzo che non presenta mai cadute di stile, piacevole dalla prima all’ultima riga.

E poi, (non vorrei, ma lo devo al mio lato “maestrina”) ho trovato un solo, microscopico refuso! A pag. 185, se qualcuno volesse prendersi lo sfizio di trovarlo.

Edizioni: Meridiano Zero
Anno: 2018