Interviste

Intervista a Federico Inverni Chiacchierando con Federica Belleri

Apr 06, 2017 Federica Belleri

Oggi La Bottega del Giallo ospita Federico Inverni. Scrittore che preferisce non uscire allo scoperto con la sua vera identità. Nel 2016 ha pubblicato il suo primo romanzo con Corbaccio dal titolo Il prigioniero della notte, un thriller di successo i cui diritti sono già stati venduti all’estero. Da poco è uscito il suo secondo thriller, Il respiro del fuoco, sempre per Corbaccio. Benvenuto Federico …
Grazie a te per la disponibilità!

La prima domanda che ti faccio è di rito. Come mai preferisci rimanere nell’anonimato, non pensi che in futuro questa scelta possa essere controproducente? 
Entro certi limiti, non è una scelta ma un vincolo, in realtà. Nel senso che non avevo altra scelta che adottare uno pseudonimo. Non so se possa essere o meno controproducente, io cerco di supplire alla mia ‘assenza’ usando i social media — e ringrazio tutti i lettori che si mettono in contatto con me! — e con queste interviste. Ma soprattutto, penso davvero che i romanzi siano la ‘voce’ più importante.

Passiamo alla creazione dei protagonisti dei tuoi romanzi, Anna e Lucas. Diversi e complementari, con un passato difficile e particolare. Cosa ti ha spinto a parlarci di loro, come si sono formati dentro di te?
La cosa strana è che non saprei proprio dirti quale dei due mi assomigli di più… Ed è inquietante! Sono nati dalla mia ossessione per la mente e la memoria, per il modo in cui i ricordi ci ingannano, e in questo senso c’è molto di personale. Oggi mi identifico molto di più con Anna, e infatti mi è facile scriverne in prima persona, mentre Lucas… Lui è sfuggente anche per me, per questo ne scrivo in terza persona, è come se cercassi di accerchiarlo piano piano, a ogni frase…


Parlando nello specifico del tuo nuovo romanzo, “Il respiro del fuoco” studia il comportamento delle persone, ruota attorno all’insicurezza, al dubbio e alla paura. So della tua preparazione in merito a questi argomenti. Vorrei sapere perché ti affascinano così tanto …
Personalmente, trovo che ci sia ben poco di affascinante quanto i misteri della nostra mente. Per me è l’enigma ultimo, il confine del conoscibile, e non c’è altro modo di sfidarlo, sempre per me, che la narrazione. Ma mi alimento voracemente degli studi scientifici e clinici sulla mente e sui suoi funzionamenti.

Ci racconti poi delle stelle e di viaggi legati alle congiunzioni astrali,  a deliri collettivi e a fatti realmente accaduti …
Questo aspetto proviene dalla realtà. Quando ho iniziato a interessarmi alle dinamiche delle sette, ho incrociato la storia vera e allucinante del culto fondato da Marshall Applewhite, Heaven’s Gate. Un bizzarro e letale mix di UFO e sapere biblico/apocalittico che ha portato a un suicidio collettivo che, all’epoca, sconvolse l’opinione pubblica.

Mi hanno molto colpito, nel tuo modo di scrivere, l’uso dei colori e le emozioni che riescono a sprigionare, la mancanza di tempo per svolgere al meglio l’indagine e il dubbio, che si insinua malefico. Ce ne parli? 
Quando inizio a scrivere, mi chiedo sempre: quanto tempo occuperà l’azione di questo romanzo? E di solito mi rispondo: no, troppo. Cerco di fare in modo che i personaggi sentano l’urgenza del tempo che scorre, e restringo il più possibile l’arco temporale. Anche perché così posso provare a rendere più serrata la narrazione… Spero di esserci riuscito! 😉

I tuoi personaggi si raccontano in prima persona. Ne deriva che il lettore si sente coinvolto e partecipe delle loro vite. Trovo sia una chiave di scrittura molto valida, ma che richiede un certo tipo di precisione e di lavoro su se stessi. Che ne pensi?
Scrivo in prima persona di Anna, ed è abbastanza facile. Di Lucas scrivo in terza persona, ma è una ‘falsa’ terza persona in realtà, perché in tutte le sue scene cerco di prestare la massima attenzione a far sì che non venga raccontato alcun ‘dietro le quinte’ o ‘in absentia’. In altri termini, benché sia in terza persona, tutto ciò che racconto succede davanti ai suoi occhi o in sua presenza percettiva. So di averti dato una risposta ‘tecnica’, perdonami 😉 ma in realtà tutto nasce dal fatto che, come ti dicevo prima, mentre Anna mi è più vicina, Lucas è sfuggente e non ho altro modo di raccontarlo, per ora, che questo.

Una domanda che credo possa soddisfare la curiosità dei tuoi lettori e catturarne di nuovi: c’è un “risveglio” speciale nelle ultime battute del romanzo. Cosa prevede il futuro?
Se te lo dicessi… poi dovrei ucciderti, come recita una vecchia battuta! 😉 Succederà qualcosa di molto molto dirompente per Lucas, e più di questo davvero non posso dire.

E per finire questa intervista ho bisogno di sapere che tipo di lettore sei, se stai leggendo in questo momento e qual è il tuo consiglio di lettura …
Sono un lettore vorace e onnivoro, al momento sto leggendo Il libro degli specchi, di Chirovici, perché tratta in modo originale un tema che mi è caro, gli inganni della memoria. Il mio consiglio di lettura è semplice: leggete, leggete, leggete!
Grazie Federico, sono molto felice di aver chiacchierato un po’ con te. La Bottega del Giallo ti aspetta. Alla prossima!