Gialli Classici

Il volo delle 12.30 da Croydon di Freeman Wills Crofts, Anno 1934

Mag 03, 2016 Manuel Figliolini
Trama 70
Suspence 75
Scrittura 80
75
Il nostro voto 75

Rose Morley era una signorina eccitata quando, insieme al padre, al nonno e al domestico del nonno, raggiunse l’aeroscalo di Victoria. Per la prima volta in vita sua avrebbe volato! Gli avvenimenti eccitanti si erano davvero susseguiti senza sosta sin dalla sera precedente, quando era giunta la terribile notizia che, a Parigi, sua madre era stata investita da un taxi, restando gravemente ferita. Rose era ospite di una compagna di scuola a Thirsk, nello Yorkshire. Era già andata a letto e stava per addormentarsi quando la signora Blessington era entrata silenziosamente nella stanza per dirle di alzarsi e vestirsi, perché suo padre era venuto a trovarla.

L’unica pubblicazione in Italia di questo giallo classico molto particolare, è quella di Polillo Editore. Un aereo atterra a Beauvais, Francia. Scendono tutti tranne un passeggero che rimane al suo posto perché morto. Stava andando in Francia a trovare la figlia ferita. Ma chi è? E’ Andrew Crowther, un anziano malato e ricco imprenditore. Ed è qui che comincia la particolarità di questo libro.

Freeman nel capitolo successivo al ritrovamento del cadavere, fa un salto all’indietro. Ci porta indietro di quattro settimane e ci presenta Charles, il nipote del ricco imprenditore, che è alle prese con la più grossa crisi mondiale, una crisi che sta piegando anche la sua ditta. Ma il nipote di Crowther vede la luce in fondo al suo tunnel, vede un’unica soluzione, uccidere il vecchio, ricco zio.

Questo romanzo è un “inverted story” o “storia a ritroso” geniale. Si parte dall’assassino, dalla sua psicologia, dalle sue condizioni, dal suo piano. Un piano per uccidere e risolvere tutti i suoi problemi e sposare la bella Una. Freeman Wills Crofts è stato definito da Raymond Chandler “un costruttore solido” per le sue trame, per le immagini dei suoi personaggi e per la composizione. Detta così un “inverted story” non sembra un giallo classico, perché si conosce l’assassino, il movente e la metodologia utilizzata. Invece Freeman riesce a dare suspence, colpi di scena e riesce ad attirare il lettore.

L’autore, nelle ultime pagine, sferza il colpo di scena, quello che ricolloca il libro nei gialli classici. Freeman ci fa affezionare all’antieroe che riesce alla fine a diventare un eroe, almeno nel cuore del lettore. Questo romanzo giallo è uno dei più belli scritti dall’autore, un autore prolifico che nella sua vita ha scritto molti romanzi polizieschi. Ma con quest’ opera tocca l’apice grazie alla capacità di staccare i personaggi dagli intrecci e costruire delle personalità capaci di sopportare il peso delle pagine. Un genere poco usuale ma da conoscere e approfondire.

Edizione: Polillo Editore
Anno: 2002