Gialli Contemporanei

Il commissario Botteghi e il mago di Diego Collaveri, Anno 2018

Dic 30, 2018 Antonia Del Sambro
Trama 100
Suspense 60
Scrittura 95
85
Il nostro voto 85

UN ROMANZO … COL TRUCCO

Da uno scatolone di vecchie attrezzature di scena saltò fuori un cofanetto con degli oggetti appartenuti a Zavatelli…assieme a una lettera firmata con il nome di Wetryk.

Antonio Pastacaldi, illustre mago e illusionista livornese, conosciuto in tutto il mondo con il nome di Wetryk si è ritirato misteriosamente dalle scene all’apice del suo successo nel secolo scorso. Molti anni dopo nella sua bellissima villa su uno dei viali più belli e prestigiosi della città toscana viene rinvenuto morto il notaio che si occupava della vendita dello stesso immobile a alcuni acquirenti del settore illusionistico. A indagare sul delitto viene chiamato il commissario Botteghi che a stretto giro scopre che i nuovi acquirenti desiderano fortemente avere l’antica abitazione di Wetryk perché all’interno di essa sperano di ritrovare la famosa lettera in cui il mago livornese rivela il trucco per una fenomenale illusione che avrebbe segnato il suo rientro e altresì viene a conoscenza che è apparso un legittimo erede di Pastacaldi che rivendicherebbe tutto e andrebbe a compromettere così la vendita del prestigioso immobile.

Il commissario Botteghi, però, è uomo dal grande senso di razionalità e non si è mai lasciato trasportare né dalle emozioni del momento né dalle facili congetture. Pertanto decide di partire da lontano. Perché Wetryk ha abbandonato le scene proprio nel momento più florido della sua carriera? E chi pensava di risolvere un mistero così profondamente celato uccidendo il povero notaio?

Il commissario Botteghi e il Mago è probabilmente il romanzo scritto meglio da Diego Collaveri, dove la delicatezza e sensibilità di autore traspaiono fin dalle prime pagine.

E contemporaneamente è il suo giallo meno riuscito, perché la suspense latita e l’adrenalina non arriva. La storia però è bella, anzi, di più e la capacità autoriale di trascinare il lettore in mondi particolari, fatti di scatole di trucchi fascinosi e di uomini la cui vita era calpestare con orgoglio le tavole del palcoscenico, rende il romanzo di Collaveri un vero diamante grezzo, qualcosa da assaporare per il solo gusto di leggere. L’inchiesta, il delitto, il mistero questa volta sono contorni, che non producono la giusta attenzione e che fortunatamente non lo fanno.

A volte il giallo all’italiana è unico anche per questo, perché la narrazione e i personaggi sono più importanti della tensione emotiva, perché i giallisti italiani sono più bravi a raccontare le storie e a regalare emozioni. È emozionante, infatti, pensare al personaggio di Wetryk, alla sua vita e anche alla sua scomparsa. Questo è Il commissario Botteghi e il Mago e i lettori dovrebbero essere grati a Collaveri per avere scritto un romanzo dove il cuore riesce a sovrastare tutto e a regalare le pagine più intense.  

Editore: Fratelli Frilli
Anno: 2018