Gialli Contemporanei

Il cinese di Andrea Cotti, Anno 2018

Nov 05, 2018 Gabriella Pinamonti
Trama 86
Suspense 82
Scrittura 96
88
Il nostro voto 88

LA VERITA’ E’ COMPLESSA E SFACCETTATA

Luca Wu è il primo vicequestore italiano di origini cinesi ed opera presso il Commissariato di Tor Pignattara a Roma Est, noto quartiere multietnico. A suo tempo anche suo padre è stato un ispettore di Polizia in Cina, ma le ingiustizie a cui ha assistito lo hanno spinto a lasciare il suo lavoro e ad espatriare. Ora gestisce un ristorante cinese a Bologna.

Wu vive a Roma da quando sua moglie Anna ha scoperto il suo ennesimo tradimento e lo ha cacciato di casa. Quando due rapinatori uccidono un commerciante cinese e la figlia di 4 anni le indagini vengono affidate a Wu. I suoi superiori ci tengono a mettere in mostra davanti alla stampa un brillante poliziotto cinese, sperano che egli faccia da interprete e che possa capire meglio di un italiano i misteri di una comunità impenetrabile.

All’inizio tutti pensano ad una rapina finita male. Wu interroga l’unica superstite, moglie e madre delle vittime che si dimostra reticente e fredda. Il vicequestore è coadiuvato da una squadra inizialmente diffidente, quasi ostile, ma egli con l’esempio e con la sua forte moralità riuscirà a conquistarsi la stima dei suoi collaboratori e dei superiori ed a creare un gruppo unito e molto efficiente.

Le indagini si complicano, vengono rallentate dall’omertà della comunità cinese e deviate dal potere delle Triadi, fino a scoprire, in un gioco di scatole cinesi, eventi criminali correlati e complessi che porteranno all’individuazione di un temibile ed astuto colpevole.

La perseveranza e l’audacia di Wu, il suo atteggiamento e le sue doti ne fanno un eroe moderno, intelligente e generoso, in netto contrasto con il male; un eroe con le sue contraddizioni e “spaccato” in due: “per molti cinesi troppo italiano e per gli italiani solo un cinese”.

Sono nato in Italia, e sono cinese. Sono cinese e sono italiano. Sono uno sbirro, e indago su persone che sono esattamente come i miei genitori e i miei nonni. E tutte queste cose dentro di me non si allineano mai, non trovano pace.

Ci si affeziona già dalle prime pagine a questo indimenticabile personaggio che passa in un attimo dalla calma orientale a spietati combattimenti di Ving Tsun, dalla paziente astuzia negli interrogatori alle intuizioni geniali e veloci che risolvono i casi .

Il romanzo non è solo un giallo, ma un vero e proprio trattato sulla mafia, sui misteri e sulle usanze cinesi; in qualche punto è forse troppo minuzioso e lungo, con tanti nomi, soprannomi e parole in cinese.

L’ottimo ritmo dei dialoghi e la scrittura fluida aiutano ad affrontare certe descrizioni complesse, fino a farci appassionare ad una cultura molto lontana da noi e ad una storia sempre più avvincente ed interessante che culmina in un ottimo finale.

L’intreccio complesso ed accurato evidenzia da parte dell’autore una ricerca molto approfondita sul mondo della comunità cinese in Italia, sulle arti marziali e sulle procedure di polizia.

Andrea Cotti è sceneggiatore di serie poliziesche di successo, ha pubblicato diversi romanzi, tra i quali Un gioco da ragazze e Stupido, da cui sono stati tratti l’omonimo film prodotto da Salvatores e il lungometraggio Marpiccolo.

Editore: Rizzoli
Anno: 2018