Noir

Il cadavere ingombrante di Léo Malet, Anno 2018

Ott 17, 2018 C.A. Brera
Trama 95
Suspense 90
Scrittura 100
95
Il nostro voto 95

UN NOIR D’AUTORE NELLA PARIGI DEGLI ANNI CINQUANTA

Recensire un mostro sacro come Léo Malet è quasi oltraggioso. D’altronde non si può farne a meno quando un gioiellino noir,  datato 1959, viene ripubblicato.

Siamo nella Parigi del secolo scorso. La città è descritta con realismo anche se, paragonata a oggi, sembra un altro pianeta. Stesso discorso per i personaggi, tratteggiati da Malet con spirito arguto e dissacrante, ma al tempo stesso con grazia e levità. Questo perché lo scrittore francese non era un intellettuale annoiato, bensì un figlio della propria epoca. Un figlio originale e pieno di contraddizioni.

Lo stile di Malet risulta infatti innovativo anche dopo sessant’anni. Con la sua penna divertente, irriverente e incurante dei clichè (non per nulla si autodefiniva un anarchico conservatore) lo scrittore può dire quel che vuole. Ed è proprio ciò che faceva. Malet, a differenza di tanti, era immune dall’ambizione di lasciare il segno ai posteri. Ciò nonostante, o forse proprio in virtù di questo, è diventato uno dei padri del noir.

Madame e Monsieur Désiris vengono assassinati nella propria abitazione. A trovare i cadaveri è Nestor Burma, noto investigatore convocato per un appuntamento dalla stessa signora Désiris. Secondo la polizia si tratta di omicidio-suicidio, un classico caso di matrimonio infelice, degenerato in tragedia. Ma per Burma c’è dell’altro. Al telefono, la signora gli aveva parlato di ricchezze sospette, piombate all’improvviso tra le mani del marito. Di cosa si occupava realmente l’ingegner Dèsiris? L’indagine porterà il detective su piste inaspettate…

Nestor Burma è spassoso, le sue esternazioni sono proverbiali. Ne leggiamo diverse in questo romanzo, ma la più attuale si trova alla fine del secondo capitolo: “arrivano le vacanze. Poi il dopo-vacanze, per rimettersi dalle vacanze”. Chi di noi non l’hai mai desiderato?! In una biblioteca che si rispetti non può mancare questo noir da collezione, la cui modernità è sbalorditiva.

Traduzione: Giuseppe Pallavicin

Editore: Fazi Editore
Anno: 1959