Terza tappa del blog tour per “Mato Grosso” il nuovo romanzo di Ian Manook presto in tutte le librerie d’Italia grazie a Fazi Editore. Un romanzo diverso dalla precedente trilogia (ndr. Yeruldegger) con alcuni punti comuni che confermano la bravura e la poliedricità dell’autore

Ecco, quindi, i nostri 5 motivi per leggere l’ultimo romanzo noir di Ian Manook, Mato Grosso:

  1. Come nella precedente trilogia di Ian Manook, ambientata in Mongolia, anche in questo romanzo la natura ed il paesaggio prendono vita e diventano uno dei principali personaggi dei suoi romanzi. Una natura sempre vasta ed alle volte prepotente.
  2. Può sembrare una prosecuzione del precedente punto, ma un motivo fondamentale per leggere Manook, ed anche i suoi precedenti, è il racconto della natura, un racconto cesellato e perfetto nei minimi dettagli regalandoti il climax della storia senza lasciare spazio alla fantasia del lettore. La natura che ha affascinato l’autore, rivive nelle pagine del romanzo
  3. La trama di Mato Grosso si discosta molto dalla precedente trilogia anche in termini di costruzione. Questo romanzo è innanzitutto costruito su due piani temporali che s’intrecciano, uno contemporaneo ed uno negli anni ’70. La storia è raccontata da uno scrittore francese, adesso, attraverso un suo romanzo che ha scritto parlando di una spedizione avvenuta trent’anni prima. Il punto di vista europeo di una regione sudamericana in due periodi così distanti ne esalta le differenti reazioni degli autoctoni e la maturazione di una situazione durante un trentennio.
  4.  I personaggi fondamentali sono pochi e si muovono tutto l’asse temporale del romanzo. Come nei precedenti romanzi non vi è una descrizione che li presenti fisicamente al lettore ma ci vengono raccontati nel loro lato psicologico. La claustrofobia dei personaggi sembra contrapporsi alla grandezza della natura, dove l’uomo è solamente una pedina.
  5. Ultimo motivo, ma non per questo meno importante, è la scelta di Ian Manook di raccontarci un mondo attraverso una piccola storia personale. Usa il micro per parlare del macro. Parla del vissuto del singolo, delle proprie reazioni, del modo di pensare per raccontarci un mondo distante da noi, quello del Mato Grosso.

Tra tappe a venire e quello che ci sono già state, vi ricordiamo i link per le precedenti:

Vi lasciamo con gli amici di MilanoNera per la prossima tappa: Le ambientazioni.