Noir

Fragili verità di Bruno Morchio, Anno 2016

Gen 26, 2019 Manuel Figliolini
Trama 100
Suspense 70
Scrittura 100
90
Il nostro voto 90

UN NOIR PURISSIMO IN STILE MORCHIO

Si sente fin dall’inizio che questo romanzo non avrà niente di giallo, ma è un noir purissimo. E sono le domande che questo romanzo ti lascia ad essere la componente principale di questo lavoro di Bruno Morchio. Quanto è importante il nostro passato? Da dove veniamo serve a capire dove andremo? Sono le prime domande che mi sono posto dopo aver letto il romanzo dell’autore genovese. Ma non sono le sole.

In questo capitolo della vita di Bacci Pagano, l’investigatore ideato dallo scrittore Morchio, tutto gira intorno alla famiglia. Agli affetti più cari, quelli che ti sconvolgono nelle loro declinazioni. La storia è semplice: Giovanni, un ragazzo di origine colombiane, viene adottato all’età di 8 anni. A 16 scappa di casa ed i suoi genitori adottivi decidono d’ingaggiare Bacci Pagano per riportarlo a casa, nel caldo e ricco focolaio domestico. La ricerca del ragazzo dura solo 48 ore e Pagano riporta la pecorella smarrita all’ovile. Ma tutto può finire così? Bacci Pagano riterrà la sua missione completata?

Caronte. Così hanno chiamato l’anticiclone tropicale che dai primi di luglio ha trasformato il Bel Paese in una propaggine d’Africa, vomitando sulle città il caldo più torrido degli ultimi centocinquant’anni. Altro che emergenza profughi, raccontata dai media come se l’emergenza fosse la nostra e non la loro. Questa è la vera calamità che attraversa il Sahara, scivola sulle acque del Mediterraneo e sbava trentacinque gradi umidi sull’asfalto e sui muri arroventati delle case.

Fin dall’incipit del romanzo, Bruno Morchio dice tutto. Lancia la sua provocazione (è un romanzo provocatorio), gli immigrati sono tutti, anche noi immigriamo ed emigriamo continuamente dalle altre persone che sono delle piccole terre. Morchio prende come esempio un immigrato con le carte in regola, il piccolo Giovanni. Adottato che si trova a vivere in un paese che non è il suo, ma solo per necessità, chi mai vorrebbe lasciare la propria terra natia? Giovanni non ha più nessuno, la sua famiglia naturale non esiste più, esiste solo l’istituto dove incontra i coniugi Seliman, una coppia senza figli e che non ne può avere.

Cambiano le motivazioni ed i modi ma non cambia il risultato. Giovanni è un immigrato suo malgrado. E cosa fanno i suoi genitori? Gli cancellano il passato per creare un nuovo italiano, un ragazzo senza passato diventa più malleabile, più accondiscendente. Ma la propria natura nessuno la può reprimere, tutto prima o poi torna, anche in forme diverse, ma torna.

Un romanzo dove il piano d’azione è la psicologia. Molti dialoghi e poca azione ma tanti discorsi, molto profondi e che cercano di grattare nell’animo umano. Due vite, due famiglie a confronto, quella di Bacci Pagano e quella di Giovanni. E’ forse giunto il momento di fare i conti? La scrittura di Morchio è fluida e molto incentrata sull’aspetto psicologico della vicenda che non perde di vista il punto fondamentale: cos’è una famiglia? Un romanzo che si legge e ti chiama. Un romanzo che quando lo chiuderete, sentirete dentro di voi il richiamo.

Editore: Garzanti
Anno: 2016