Thriller

Fore Morra di Diego Di Dio, Anno 2017

Mar 06, 2017 Federica Belleri
Trama 70
Suspense 70
Scrittura 70
70
Il nostro voto 70

Alisa porta il nome di sua madre, ma non l’ha mai conosciuta. Suo padre ha un importante obiettivo, diventare un camorrista come si deve. Suo cugino, vive del mito americano, dove i boss fumano sigari costosi e camminano con passo trascinato. Napoli per lei non è solo il vociare dei ragazzini , il caos del traffico e i turisti. La sua città è il malaffare,  la strada poco illuminata, i femminielli, la prostituzione, la droga. Napoli è anche un porto, un grande centro di smistamento, dove tutto può essere rivenduto a chiunque, basta che offra di più. Spesso i clan si accordano con la guardia di finanza per far sparire la merce sospetta.

La vita di Alisa è stretta da corde robuste attorno a mani pesanti e violente, che approfittano di lei per dimostrare quanto sono forti, provocando umiliazione e paura. Alisa è bellissima ma non ne è consapevole, perché si sente troppo spesso svuotata, come un involucro gettato nella spazzatura. Ha un mondo intorno a sé che non riesce a vedere, perché è paralizzata dal terrore. Fino ad un giorno particolare, in cui tutto si trasforma. Da qui una scia di sangue le sarà sempre accanto, insegnandole a convivere con la morte. Ma non sarà da sola.

Fore Morra, passato e presente. Due tempi narrativi raccontati in prima persona. Un terzo, che vede protagonista l’oscurità dell’anima. Ritmo serrato e sequenze cinematografiche. Ferite che non si rimarginano. Freddezza e preparazione fisica. Si lavora al limite dell’illegalità. Omicidi su commissione. Irruzioni e il sibilo dei proiettili. Trappole e contromosse.  Solitudine e disperazione. Necessità di vivere un amore lasciandosi finalmente andare. Resistenza, ad ogni costo. Perché qualcuno vuole Alisa, viva. Qualcuno la sta cercando. Di chi si tratta?

Fore Morra, primo romanzo per l’autore Diego Di Dio. Perché esiste sempre un piano d’emergenza. Perché,  dopo un’atroce delusione, ci si può sempre riscattare.  Perché il dolore e l’odio possono scatenare una guerra.
Quanto contano i sensi di colpa, con una pistola puntata alla testa? Quanto è importante il proprio vissuto? Quanto è pericoloso il buio che ci si costruisce attorno per legittima difesa,  per sopravvivere un giorno in più? Ci si può fidare dell’unica persona in grado di aiutarci?

Buona lettura!

Edizione: Time Crime
Anno: 2017