Gialli Contemporanei

Fiori sopra l’inferno di Ilaria Tuti, Anno 2018

Mar 01, 2018 Manuel Figliolini
Trama 100
Suspense 100
Scrittura 100
100
Il nostro voto 100

C’era una leggenda che gravava su quel posto. Una di quelle che si appiccicano ai luoghi come un odore persistente. Si diceva che in autunno inoltrato, prima che le piogge si tramutassero in neve, il lago alpino esalasse respiri sinistri. Uscivano come vapore dall’acqua e risalivano la china insieme alla bruma del mattino, quando la gora rifletteva il cielo. Era il paradiso che si specchiava nell’inferno. Allora si potevano sentire sibili lunghi come ululati, che avvolgevano l’edificio del tardo Ottocento, sulla riva est. La Scuola.

Del romanzo di Ilaria Tuti la prima cosa che si sente è quella leggera somiglianza ad una giovane Vargas. La trama, difficile da spiegare in poche parole si dipana tra un passato recente e misterioso ed uno moderno che ne subisce determinate scelte. La Tuti, che in questo romanzo mette tutto, racconta fatti realmente accaduti, luoghi realmente esistenti suggellandoli di dettagli fantasiosi. Lascia il lettore sospeso tra realtà e fantasia, in un connubio necessario.

Un romanzo psicologico che non rispetta i tempi classici ma si lascia trasportare dagli accadimenti. È la routine a dettare la suspense, non la divisione in capitoli della Tuti. Una suspense psicologica, molto rara nel panorama del giallo attuale, dettata dal coinvolgimento che l’autrice riesce a costruire con il lettore.

L’ambientazione, Travenì ed i boschi circostanti, sono immagini vuote di dettagli ma piene di sensazioni psicologiche. Questo fa, delle ambientazioni della Tuti, delle interpretazioni legata ai personaggi e non fantasiose. Ilaria Tuti dirige il lettore come una maestra d’orchestra regalando emozioni che richiamano luoghi, non il contrario.

I personaggi, in primis Teresa Battaglia, sono ben delineati caratterialmente. Teresa Battaglia, protagonista del romanzo della Tuti, è una donna forte, che si piega solo davanti alla sua vita che la vuole diabetica e ammalata. Sembra uno dei soliti personaggi da giallo, ma il dettaglio psicologico che Ilaria Tuti disegna, te ne fa innamorare, u a donna al mondo forte e privatamente debole. Teresa è il potere, la voglia di chiarezza e la necessità di giustizia, ma allo stesso tempo Teresa è fragilità.

Insieme a Teresa c’è Marini, l’opposto che ammira il capo, l’opposto che entra in conflitto e non può sapere se ne uscirà. Marimi è un altro personaggione del romanzo, uno di quelli che ti conquista.

Il forte aspetto psicologico del romanzo da subito un’altra chiave di lettura, quella che ti cattura e ti avvinghia nella sua ragnatela. Un romanzo dai toni surreali che ti cinge nella ricerca della verità. Da innamorarsene dalla prima pagina fino all’ultima.

Per la video recensione: qui

Musica consigliata: This is the girl di Patti Smith

Edizione: Longanesi
Anno: 2018