Fumetto

Dylan Dog : Miseria e crudeltà di G. Simeoni, E. Tanzillo

Mar 10, 2016 Marisa Marchi
Sceneggiatura 99
Suspense 99
Disegni 99
99
Il nostro voto 99

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Potessi, passerei giorni a leggere la Bibbia, Omero e Dylan Dog.

Diceva così Umberto Eco in una lunga intervista con Tiziano Sclavi, apparsa come prefazione del libro curato da Alberto Ostini: Dylan Dog, indocili sentimenti, arcane paure (Edizioni Euresis). Ecco tolta la Bibbia, di cui effettivamente non ho mai affrontato la lettura e lasciato Omero ai tempi del liceo dal 1992 leggo ogni mese Dylan Dog con una costanza definita, da chi mi conosce, maniacale.

Il personaggio creato dal mitologico Tiziano Sclavi, che a partire dal primo numero, L’alba dei morti viventi ha fascinato milioni di giovani italiani, è secondo me uno dei più belli e rivoluzionari del panorama del fumetto italiano e non solo. Questo mese siamo al numero 354 e Dylan è più in forma che mai.

Miseria e crudeltà, album uscito questo mese in edicola, mescola tematiche sociali come descrivere la vita quotidiana degli homeless a una storia in pieno stile thriller, che non ha nulla da invidiare  in fatto di suspense e trama ai vari libri gialli usciti in questo periodo e recensiti dal nostro blog.

Dylan e Rania, detective musulmana che ha preso il posto insieme all’ispettore di colore Carpenter del pensionato Ispettore Bloch, sono sulla pista del Fantasma dei vicoli, un serial killer che semina la morte tra quell’umanità allo sbando che vive di espedienti e di elemosina, in miseria, ai margini della società. Gli efferati omicidi vengono compiuti dal misterioso personaggio con l’ausilio di oggetti preziosi di grande valore. Sarà proprio uno di questi, un anello con un rubino birmano purissimo di quasi cinque carati, dal quale è stata cancellata la scritta Paupertas Malum (La Povertà è il Male), a fornire un primo indizio per stanare l’assassino.
Non mancano colpi di scena e l’immancabile comicità demenziale di Groucho, spalla inseparabile di Dylan, che bilancia perfettamente l’orrore che viene raccontato con battute, freddure e stravaganti citazioni.

Questa storia porta la firma di Gigi Simeoni, autore che in passato mi ha folgorato per come racconta i contorti labirinti dell’animo umano e che per la serie Storie della Bonelli Editore ha creato perle rare come Gli occhi e il buio e Stria. Le tavole sono del bravo illustratore Emiliano Tanzillo, che rende ancora più credibile con i suoi chiaroscuri il lato noir della storia.

Questo album conferma la direzione che Roberto Recchioni, legittimo erede sclaviano al comando della serie Dylan Dog, ha fortemente voluto e realizzato: demitizzare il personaggio Dylan dopo che il grande successo alla fine degli anni 80 lo aveva un po’ sclerotizzato nei suoi luoghi comuni. Per rispettare quello spirito andava tradito il Dylan che poi era diventato per farlo tornare alla sua essenza originaria, creata da Sclavi: un personaggio imprevedibile, inquietante e sopratutto sorprendente per il lettore.

E se è proprio dalle crepe più grandi del nostro essere che comincia ad entrare la luce io continuerò ogni mese a frequentare Craven Road per combattere l’orrore quotidiano.

DYLAN DOG 354 MISERIA E CRUDELTÀ
Periodicità: mensile
Uscita: 26/02/2016
Soggetto: Gigi Simeoni
Sceneggiatura: Gigi Simeoni
Disegni: Emiliano Tanzillo
Copertina: Angelo Stano

Edizione: Sergio Bonelli Editore
Anno: 2016