Gialli Contemporanei

Così crudele è la fine di Mirko Zilahy, Anno 2018

Giu 07, 2018 Antonia Del Sambro
Trama 91
Suspense 81
Scrittura 98
90
Il nostro voto 90

UNA ROMA OSCURA E DESTABILIZZANTE NELL’ULTIMO ROMANZO DI ZILAHY

Ultimo atto dedicato alla trilogia del commissario Enrico Mancini e in qualche modo anche all’antica, superba, e dilaniata città di Roma. Mirko Zilahy probabilmente aveva già in mente tutto, quando ha iniziato a scrivere il primo capitolo della stessa o forse magari no, sta di fatto che Così crudele è la fine è assolutamente tutto quello che si aspettavano i lettori dall’ultimo romanzo della serie.

Roma passa da un luogo storico e mitologico a uno spazio reale dove tra vicoli, siti e palazzi si consumano efferati delitti la cui origine è tanto oscura quanto destabilizzante sia per chi ci vive che per le forze dell’ordine. La cappa del Male che anche questa volta sembra gravare sulla capitale e sull’esistenza dei protagonisti della narrazione di Zilahy, però, questa volta ha una espiazione inaspettata. Il tormentato e oscuro commissario Mancini ha scoperto la salvificazione della parola, del conforto della stessa e dell’interazione con gli altri. Dopo mesi passati a confrontarsi con la sua psicologa è un uomo diverso, più maturo, più forte e del tutto intenzionato a buttarsi alle spalle la voragine disfattista in cui era caduto. Per questo, quando viene chiamato a indagare sui nuovi sconvolgenti delitti che insanguinano la sua città comprende che capire il killer, la sua indole e la sua psiche risulterà fondamentale per risolvere il difficilissimo caso.

E la nuova natura e la rinnovata forza interiore di Enrico Mancini spingono e stimolano positivamente anche tutti gli uomini della sua squadra che, fin da subito, si schierano al suo fianco per lavorare instancabilmente per fermare il killer.

Zilahy è bravissimo come sempre nelle descrizioni. Anzi, probabilmente è l’autore di gialli che meglio riesce tra tutti e questo fa sì che il lettore si senta immerso del tutto nella trama e nel racconto fin dalla prima pagina. E anche il suo linguaggio non è da meno perché sa dosare molto bene il moderno con il classico e soprattutto è uno dei pochi che pensa ancora che anche in un bel thriller la punteggiatura sia importante. Così crudele è la fine possiede anche tanta psicologia che non disturba ma fa riflettere. Certo un po’ la suspense in alcune pagine, latita, ma è un po’ lo scotto autoriale che si deve pagare se si decide di dare vita a un personaggio come Enrico Mancini.

Editore: Longanesi
Anno: 2018