Gialli Classici

Chi ha ucciso Charmian Karslake? di Annie Haynes, Anno 1929

Gen 14, 2019 Paola Rocco
Trama 60
Suspense 70
Scrittura 71
67
Il nostro voto 67

UN NUOVO VINTAGE DALLA CASA EDITRICE LE ASSASSINE

Non troppo felice come scioglimento – non si può rivelare, ovviamente, ma risulta sostanzialmente giocato su una testimonianza abbastanza dell’ultimo minuto, che arriva un po’ come un fulmine a ciel sereno a conclusione d’una attività investigativa in realtà piuttosto articolataChi ha ucciso Charmian Karslake è tuttavia un giallo gradevole, con una serie di ambienti e situazioni in grado d’esercitare un indubbio fascino sugli amanti del genere.

Ci sono infatti un’antica Abbazia dalle spesse mura di pietra, con i camini accesi e i vasi traboccanti di fiori freschi e con l’ala degli scapoli (un tempo destinata al riposo dei monaci) e quella delle signore pronte ad accogliere nel modo migliore gli aristocratici partecipanti al gran ballo dato dai padroni di casa in onore della coppia più giovane della famiglia Penn-Moreton: durante il quale la giovane e bellissima attrice americana Charmian Karslake, ospite d’onore della serata, verrà uccisa con la sua stessa pistola nella propria camera da letto, chiusa dall’interno come da manuale.

E ci sono il piccolo villaggio che “bastano dieci minuti a girarlo tutto”, con i suoi negozietti di dolciumi dalle piccole e rugose proprietarie che sembrano appena uscite da un libro di favole, lo stagno con le carpe centenarie e i pettegolezzi dei locali su quei fin’allora inarrivabili, quasi rarefatti esponenti del clan più in vista, sorprendentemente coinvolti, adesso, in un incredibile, sordido scandalo di morti ammazzati e falsi matrimoni (“… sarebbe stato come uscire con il re” risponderà uno dei personaggi all’ispettore Stoddart, che conduce le indagini e che gli chiede se la sorella sia mai stata fuori con uno dei Penn-Moreton).

E ancora le incolmabili distanze sociali, i risentimenti degli esclusi, lo scintillio lontano, irraggiungibile della jeunesse dorée che andando in barca sul fiume lancia monetine ai ragazzini cenciosi sulla riva; e l’incredibile, fugace parabola d’un misero brutto anatroccolo miracolosamente tramutatosi in un bellissimo cigno…

Appropriatamente inserito dalla casa editrice le Assassine nella collana vintage, Chi ha ucciso Charmian Karslake? è un romanzo della scrittrice Annie Haynes, nata a Manchester nel 1865 e morta a Londra nel 1929. La Haynes, che a Londra s’era interessata alla psicologia criminale ed era entrata a far parte di diversi circoli del nascente movimento femminista, contrasse una terribile malattia degenerativa che la obbligò a restar chiusa in casa per anni, durante i quali si dedicò con successo appunto alla stesura di eleganti crime stories (il suo primo romanzo, The Bungalow Mystery, uscì nel 1923).

Nelle foto appare come una signora tranquilla, dal sorriso un po’ spento e lo sguardo acuto sotto le folte sopracciglia, i capelli acconciati in onde morbide a formare uno di quegli audaci caschetti a fil di nuca tanto di moda tra le dame eleganti degli anni Venti, dopo gli inesorabili capelli lunghi fino alla vita delle brave ragazze della generazione precedente; l’immancabile filo di perle certifica col suo fascino discreto l’appartenenza a un borghese milieu.

E di tale appartenenza permane, forse, traccia in questo mistero, con la soluzione finale che non si dice, certo (benché in quest’occasione mi costi moltissimo, credo s’intuisca tra queste righe) ma che ligia al decoro scagiona quasi d’imperio chi di dovere consegnandolo, a dispetto d’una folta schiera di comportamenti discutibili, a un’esistenza – ancora un volta – dorata, della massiccia doratura data dal denaro, dal rango e dall’educazione; mentre la povera Charmian Karslake, malgrado tutta la sua bellezza e bravura, giace morta nella tomba, inseguita e infine raggiunta dal suo passato, contro il quale ha – forse erroneamente… – tentato di ribellarsi…

Mutando stato, voglio mutar costume” afferma, alla fine della commedia, la coraggiosa Mirandolina del Goldoni, accettando finalmente di sposare il fedele cameriere Fabrizio e di dividere con lui gioie e dolori della piccola imprenditoria.

Ecco, della giovane donna che dà il titolo al libro, della scintillante Charmian – che tuttavia appare quasi di sfuggita, fugace fantasma fatto di niente, d’un pendente con uno zaffiro, d’una massa di capelli rossi, d’un accento fin troppo americano e di una grande, sospetta tendenza alla riservatezza – forse è questa la sola colpa, l’aver voluto mutare stato.

Una colpa leggera, certo, ma ciò nonostante fatale, in quest’Inghilterra del 1920: in cui il colpevole, l’assassino non può che essere, necessariamente, il diverso, l’estraneo, il non uno di noi, come diversa ed estranea, malgrado la cortese e lusingata accoglienza dei padroni di casa e del loro aristocratico entourage, era pur sempre sottilmente restata la giovane vittima.

Traduzione: Marina Grassini

Editore: Edizioni Le Assassine
Anno: 2018