Noir

Bella era bella, morta era morta di Rosa Mogliasso, Anno 2015

Apr 14, 2016 Manuel Figliolini
Trama 70
Suspense 50
Scrittura 90
70
Il nostro voto 70

In quel mentre Alfonso Petrucchetti, in arte Karuna, massaggiatore pranoterapeuta e terzo livello di Reiki, si era appena deciso ad abbandonare il sentiero che si snodava faticosamente una decina di metri sopra il fiume per raggiungere la riva, dove avrebbe potuto raccogliersi in meditazione consapevole. Alfonso sapeva che lo scorrere dell’acqua poteva conferire al suo raccoglimento quel non so che di panta rei che meglio lo predisponeva all’accettazione della legge inesorabile del mutamento.

Sulla riva di un fiume, il corpo di una donna morta, forse assassinata. La prima a scoprire il corpo una giovane donna a passeggio con il cane e poi, via via, un’altra serie di personaggi che passavano abitualmente dal luogo. Ma chi era quella donna? E chi l’aveva uccisa? Però nessuno si appresta a denunciare l’accaduto, fino ad sorprendente finale.

Il romanzo breve (135 pp.) di Rosa Mogliasso non è propriamente un giallo e neanche un vero proprio noir tout court (che comunque è la categoria nella quale è inserito) ma è più un noir psicologico. La scrittrice Mogliasso ci avvicina al corpo della bella donna morta sul greto del fiume con gli occhi delle persone che passano di lì e scorgono il corpo esanime. E ne passano veramente di ogni tipo. Dalla bella commessa prossima alle nozze con il suo bassotto, alla giovane coppietta liceale abituata a recarsi al fiume nelle mattinate che saltavano le lezioni. Dallo psicopatico scappato dal reparto ospedaliero, al massaggiatore new-age in attesa che il compagno esca di prigione.

Ma dopo averci fatto prendere confidenza con il luogo del presunto omicidio, ci allontana da lì e ci catapulta nelle vite di questi ignari spettatori che reagiscono alla tragica scoperta in diverse maniere. E questa scoperta sconvolgente cosa comporterà nell’immediato futuro? Le reazioni sono sorprendenti e disparate, alle volte molto inattese. Come ci comporteremmo davanti ad un cadavere isolato? Siamo capaci di cedere la scoperta al prossimo avventore?

La scrittura di Rosa Mogliaso è ad immersione, capace di sommergerci dei pensieri e delle azioni dei singoli protagonisti. Una scrittrice capace di appropriarsi di linguaggi differenti che vanno dalla commessa, alla coppia adolescenziale fino al massaggiatore new-age. Questa proprietà di linguaggio permette al lettore di personificare meglio il personaggio e sentirlo vivo e vicino.

Un romanzo breve da leggere, ironico e divertente nel finale. Un libro da regalare assolutamente e da non lasciarsi scappare … anche per la scorrevolezza nella lettura.

Musica consigliata: “Bocca di Rosa” di Fabrizio De André per la minuziosa descrizione degli eventi e per il finale sorprendente

Edizione: NN Editore – ViceVersa2
Anno: 2015