Gialli Contemporanei

Beau Rivage di Max Dahl, Anno 2018

Gen 04, 2019 Manuel Figliolini
Trama 82
Suspense 82
Scrittura 82
82
Il nostro voto 82

UN PULP DAI FORTI TRATTI PSICOLOGICI

L’ispirazione del romanzo di Max Dahl sicuramente affonda le radici nel pulp anni ’40 come da sua ammissione nell’ultima pagina del romanzo ma sicuramente non lo si può confinare in quel genere perché riesce a fare molto di più. Un giallo che fin dalle prime pagine ha colto la mia attenzione per la sua scrittura che ricalcava gli stilemi del pulp e che inizialmente ho letto con la voglia di capire se quest’autore riusciva ad appropriarsene o ne faceva una mera brutta copia.

Missione riuscita. Il romanzo di Dahl riesce, dopo una parte veramente pulp, a concentrare l’attenzione sull’investigatore ed il suo viaggio che non è solo un viaggio fisico, da Londra a Odessa, ma anche un viaggio psicologico che lo porta ad analizzare il suo modo di vivere e viaggiare. Vincent, il detective privato, ricalca proprio lo stile anni ’40 pur vivendo nella contemporaneità, un lavoro che non lo soddisfa appieno, una ex che perturba le sue notti, un amore per gli alcolici e il sesso ed uno sguardo cinico verso il mondo ma tutto cambia inconsapevolmente sotto l’occhio del lettore.

Altro punto per Dahl. La sua scrittura iniziale e finale è diversa, durante le pagine si epura di quelle sovrastrutture tipiche di un epoca per lasciare spazio ai pensieri ed ai sentimenti dei protagonisti. La dimensione onirica utilizzata per raccontare i fantasmi dei protagonisti si spoglia e avvolge il lettore con uno stile di vera narrativa che supera i generi. L’ambientazione, divisa tra Londra ed Odessa, conferisce una particolare nota nuova al romanzo.

Londra fradicia di pioggia fredda e le parole del capo che sapevano di stufato di cipolle. Il secondo lunedì di giugno cominciava così, come tanti altri. Ma quella mattina, finalmente, Mr. Parker scodellò un caso nuovo. Un certo Lucien era scomparso. Un tizio giovane, bello e ricco. Uno nato con due camicie. Anzi, a sentire il capo, uno stock intero. Eppure, il corredo della dea bendata non gli era servito a molto perché era svanito nel nulla, all’improvviso e senza lasciare traccia.

Una trama non facile da districare per Max Dahl che si è comunque complicato la vita. Ma che riesce a gestire bene in questo lungo viaggio catartico. Un romanzo forte ed ironico, personaggi tratteggiati dai caratteri ben distinti, pochi quelli fondamentali ma pieni. Suspense che Dahl riesce ad inserire nel romanzo, disegnandola delicata e onnipresente. Un romanzo non lungo ma garanzia di una lettura avvolgente e frenetica.

Particolare segnalazione va alla casa editrice Gonzo Editore che ha creato un romanzo alternativo e gradevole sin dalla grafica di copertina e dall’impaginazione che assume quello stile falso-trascurato e che invece è consono in tutto come in un preciso calcolo. Una realtà da seguire (gonzoeditore.com), non nascondendosi dietro ad immagini forvianti. Un po’ come il finale di questo romanzo dove quello che pensi non si conferma la verità e la soluzione.

Traduzione: nel romanzo non si nomina il traduttore, cosa che mi fa pensare che questo sia lo pseudonimo di uno scrittore italiano.

Editore: Gonzo Editore
Anno: 2018