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Amsterdam – Torino andata e ritorno per il nuovo legal-thriller di Andrea Tamietti News in Giallo

Nov 17, 2016 Manuel Figliolini

i-tatuaggi_coperta_2La storia si svolge ai giorni nostri tra Amsterdam e Torino. Narra di Luca Gandino, un ex-professore universitario di diritto, che a causa di vicissitudini familiari ha dovuto abbandonare il proprio lavoro in Italia, ritrovandosi, per sopravvivere, a svolgere attività illecite nei Paesi Bassi. Quando anche qui la situazione degenera, abbandona Amsterdam e riceve un’originale proposta di lavoro: difendere da un’accusa di omicidio il rampollo di un industriale che ha ucciso un uomo in pieno giorno e in una strada affollata. Il caso sarebbe semplicissimo se non fosse per un dettaglio: la vittima era imbottita di esplosivo e poco prima di essere uccisa aveva registrato sul computer un messaggio nel quale dichiarava di aderire alla guerra santa e di avere l’intenzione di farsi saltare in aria in un attentato suicida. L’imputato si avvale della facoltà di non rispondere, ed è quindi impossibile sapere se fosse stato al corrente delle intenzioni della vittima.

Questa è la trama del nuovo romanzo di Andrea Tamietti “I tatuaggi del professore” pubblicati da Golem Edizioni. Un legal-thriller con un doppio intreccio pieno di colpi di scena! In attesa di sapere cosa ne pensate di questo nuovo romanzo di Tamietti, vi lasciamo la quarta di copertina … che a volte invoglia:

«Parlami del caso. Di cosa è accusato il ragazzo?» «Omicidio.» «E l’ha commesso?» «Oh sì! È stato visto da molte persone mentre sparava alla vittima. C’è anche il filmato di una telecamera di sorveglianza. Piuttosto crudo. Si vede lui che fa fuoco e il bersaglio che cade tra gli schizzi di sangue.» «Mi stai prendendo per i fondelli? Lo definiresti un caso che solleva delicate questioni legali? L’unico consiglio che posso dargli è di invocare il vizio totale di mente.» «La vittima era imbottita di esplosivo. Si sarebbe fatta saltare in aria. E avrebbe fatto saltare in aria mezzo quartiere.» «Il ragazzo lo sapeva?» «È proprio questo il bello, nessuno può dirlo, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Tanto con i magistrati che con me».

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